Il suggerimento di Dio per tutti: la coscienza - ITALIANO
Gennaio 2009
La coscienza è propria dell’uomo e suggerisce a tutti noi quale è l’atteggiamento e il modo di pensare giusti. Con l’aiuto di ciò si giudica a mente fredda e ci aiuta per distinguere il bene dal male, il giusto dallo scorretto.
Tutta la gente ha la coscienza, questo è un tratto comune di tutti. Se una cosa è ammessa dalla coscienza di qualcuno, con le stesse condizioni non può essere rifiutata neanche da quella di un altro. La coscienza di alcuno non contraddice mai a quella di un altro. Perchè? Il motivo si cerca nelle origini della coscienza: la coscienza è il suggerimento di Dio. Dio, attraverso la coscienza fa sapere all’uomo quale è l’atteggiamento più bello che Lui accetta e gradisce.
Questa parte del Sacro Corano afferma che la coscienza sia il suggerimento di Dio:
„Per l'anima e Ciò che l'ha formata armoniosamente ispirandole empietà e devozione. Ha successo invero chi la purifica, è perduto chi la corrompe.” (Surat Ash-Shams, 7-10)
I versetti di sopra annunciano che è Dio a suggerire all’uomo la colpevolezza (cioè il commettere un delitto, lo scontento, la bugia, la rivolta, lo scostarsi dalla verità, la perturbazione dell’ordine, la degenerazione morale, la negazione della fede in Dio), e allo stesso tempo è Dio a suggerire anche l’astenersi dalla colpevolezza. È la coscienza che trattiene l’uomo dal male e lo conduce alla retta via.
Uno dei tratti più importanti della coscienza è il fatto che attraverso essa l’uomo aiuta se stesso a trovare quello che è buono. Se non c’è nessuno per aiutare, c’è sempre la coscienza che indica all’uomo cosa deve fare. L’importante è rivolgersene, ascoltarla e agire accuratamente secondo il suggerimento di essa. Possiamo dire che ascoltare la voce della coscienza è condizione fondamentale per praticare la religione.
Innanzi tutto, non dobbiamo dimenticare che ogni persona è responsabile di quello che Dio, il Misericordioso gli suggerisce attraverso la sua coscienza fin dal momento che l’uomo viene dotato di conoscenza. Chi comincia a capire quello che succede nel suo ambiente, ed è capace di farsi un’opinione, sentirà la voce della propria coscienza. Questa persona sarà capace di distinguere „il nefis”, cioè l’io, dalla coscienza ed avere il coraggio di seguire questa. Poi, il Giorno Ultimo l’uomo verrà interrogato, come si è comportato di fronte alle cose che gli sono state concesse. Se ascolta la propria coscienza sarà degno dell’eterno Giardino di Dio, se invece ascolta il suo io, il fuoco perenne sarà la sua piaga, le cui „porte sono state chiuse”.
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